Budapest + Copenaghen 2012

Iniziamo a scrivere il resoconto di queste vacanze.
Non sono ancora tornato ma mi porto avanti col lavoro alla vecchia maniera: con carta e penna, perché scrivere gli appunti di viaggio a mano fa molto Rustichello da Pisa o Camogli da Abbiate Grasso.

Budapest

Perché Budapest?
Perché era da due anni che volevo andarci ma ho sempre dovuto rimandare in favore di altre mete e perché penso che l'est Europa abbia molto da offrire anche se è poco noto.

Quello che mi rimarrà sicuramente impresso di Budapest è quanto sia illuminata di notte.


Altro che Ville Lumière

Passeggiando lungo il Danubio è possibile osservare tutti i monumenti della città investiti dai fasci di luce di fari e riflettori.
È uno spettacolo suggestivo e affascinante.

Budapest ha molte cose interessanti da vedere: musei, monumenti, pinacoteche, chiese... è difficile camminare per la città senza imbattersi in qualcosa che valga la pena visitare. Lo stato di conservazione degli edifici è ottimo, questo anche a causa delle numerose ricostruzioni che Budapest ha affrontato nel corso del tempo, con uno stile imponente e sontuoso, prevalentemente barocco e neoclassico.


Guglie di ogni foggia adornano i tetti dei palazzi

Ho trovato Budapest davvero calda. Non mi aspettavo temperature così elevate, sarà perché anche in Ungheria ad Agosto fa caldo? (Sveglia Al!)
Ho sudato tantissimo ma per fortuna le fontane non sono mai mancate, così come i parchi e il verde, ideali per trovare scampo dal solleone.


Un'oasi

Un'altra cosa che mi ha colpito sono i signori della foto qua sotto.


Biglietti prego!

Può sembrare una cosa da poco ma all'ingresso di ogni stazione della metro ci sono sempre almeno tre controllori a cui mostrare i biglietti.
Sempre.
Tranne sulla linea 1, per via di come sono strutturate le stazioni, dove però mi hanno fatto un controllo sul vagone.
I controlli sono capillari, inutile provare a fare i furbi.

La cucina è ottima: si mangia bene e le porzione non sono abbondanti... di più.


Come dargli torto?

Per esempio l'ultima sera ho cenato nel locale che aveva all'ingresso il cartello qua sopra. Ho ordinato come dolce quelle che avrebbero dovuto essere delle crêpes, ma che in realtà erano delle crêpes farcite con un altro dolce e ricoperte de un altro dessert.
Erano immense!
Non sono riuscito a finirle, e io che dichiaro vinto da un dolce non è cosa che si veda tutti i giorni.

Al mercato vicino all'ostello dove pernottavo ho scoperto solo tardi i langos: l'evoluzione del gyros greco. Ossia come migliorare la perfezione.
Varrebbe la pena fare un altro viaggio in Ungheria solo per potermici abbuffare.


Il mercato coperto dove ho scoperto i langos, e dove sto ancora cercando di capire se mi hanno gabbato col resto

La birra scura ungherese, tipo quella della Szlalon, non è niente male e ha il suo caratterino, mentre l'Unicum Next non è migliore di quello originale. In Italia non l'ho mai visto ma non ci perdiamo nulla.

La settimana in cui sono stato a Budapest si teneva lo Sziget: un festival musicale con artisti internazionali e pubblico proveniente da tutta Europa. Infatti la città era invasa da ragazzi giunti apposta per l'evento. Non ho avuto modo di andarci ma spero di rimediare in futuro (e assieme ai langos ho già due buoni motivi per tornare a Budapest).

A questo proposito lascio una comunicazione di servizio, destinata a una conoscenza fatta in quei giorni che giammai si imbatterà in questa pagine.

SPERO CHE TI SIA DIVERTITA, PROFUMATRICE!

Mi sono però concesso un concerto per organo e soprano nella basilica di Santo Stefano.


La cupola della basilica di Santo Stefano

András Virágh (organo) e Aida Burás (voce) hanno eseguito brani di Albinoni, mozart, Bach, Bizet, Liszt e Gounod realizzando uno spettacolo mozzafiato, reso ancora più bello dalla maestosa cattedrale.
Un'esperienza vibrante.
Per far tremare una chiesa è sufficiente un organo, altro che minacciare di levarle l'8‰.

Uno degli ultimi giorni sono andato alle terme. Ce ne sono parecchie a Budapest e io ho scelto i bagni Rudas. Il mio ostellatore (il gestore dell'ostello) non è parso soddisfatto dalla mia scelta e mi ha detto che i suoi preferiti sono altri ( gli Szécheny, se ricordo bene) ma io non ho nulla da rimpiangere.
I bagni Rudas risalgono all'occupazione turca e sono in stile ottomano. Sono dei bagni turchi Turchi.


Foto di repertorio dei Bagni Rudas: era vietato fotografare all'interno

La vasca centrale è coperta da una cupola in cui vi sono incastonati dei vetri colorati. La luce filtra dall'esterno attraverso essi e si riflette prima sull'acqua e poi sulle pareti, creando splendidi riverberi colorati.
Ovviamente ho fatto il bagno come tradizione impone, ossia con una misera pezzuola, legata in vita da due cordini, a coprire le pudenda.
È stata davvero una goduria: starsene col barbagallo a mollo per ore è uno dei piaceri della vita. Se le terme fossero obbligatorie per legge avremmo risolto i problemi di isteria collettiva.
Prima che qualcuno me lo chieda: no non c'erano donne. Sono andato nella giornata per soli uomini, per lo più signori attempati e/o in sovrappeso.

Copenaghen

Perché Copenaghen?
Per andare a trovare la Ste e sfruttare come mio solito le amicizie per avere vitto, alloggio, bagno caldo, lavanderia e servizio in camera gratis. Scherzi a parte no né andata così: la Ste ha avuto un contrattempo e non ha potuto ospitarmi. Poco male: ho ripiegato di nuovo per l'ostello.

Di Copenaghen mi ha colpito la gestione degli spazi. Gli edifici non si accavallano uno sull'altro gareggiando per chi è più alto. Lo sviluppo della città è stato orizzontale e non verticale. I palazzi hanno al massimo cinque piani e sono intervallati da piazze, parcheggi e parchetti.

Un'altra cosa che ho notato è il contrasto tra classico e moderno. Capita spesso camminando di scorgere edifici avveniristici, come l'opera o la biblioteca, accanto a costruzioni barocche o neoclassiche.


Per esempio...

Nonostante la differenza di stile non si percepisce però nessuna dissonanza nell'accostamento. La Danimarca ha un occhio di riguardo per il design e nulla è fatto senza una ragione. In fase di progetto nessuna linea è stata tracciata a caso (e ne sono state tracciate tante). Anche i fili d'erba e i granelli di polvere si trovano lì per uno scopo.

Il mezzo di trasporto che va per la maggiore è la bici. Inizialmente avevo pensato a noleggiarne una, ma dopo aver visto a che velocità viaggiano ed il volume del traffico ho deciso di non rischiare la vita e di girarmi Copenaghen a piedi. Non che sia servito a molto: una delle ultime sere un Francese (parlava in francese, penso fosse Francese) dopo aver fallito il suicidio bruciando un semaforo ha deciso di provare a uccidermi investendomi con la sua bici. Ci è andato vicino ma ha fallito.

Anche a Copenaghen di cose da vedere ce ne sono. Christiansborg e Rosenborg sono dei palazzi stupendi che non possono non lasciare a bocca aperta.

Sono passato al birrificio Carlsberg e dopo la Guinness di Dublino e l' Heineken di Amsterdam sono a quota tre birrifici visitati.


L'ingresso storico del birrificio Carlsberg

A proposito la birra si paga a peso d'oro.


Ora sapete anche dove ho pranato

Lo scontrino qua sopra è quello di un pranzo a base di aringhe (sono dolci e molto buone), birra e aquavit (un digestivo locale).

  • Birra media: 55.00 Corone == 7.38 €
  • Aquavit: 45 Corone == 6.04 €
  • Aringhe: 51 Corone == 6.85 €
  • Totale: 151 Corone == 20.27 €

Ho speso più per la birra che per il cibo. Come potete vedere il costo è stato praticamente di un terzo per il pasto, un terzo per la birra e un terzo per il “grappino”.
Tra l'altro questo è uno dei rari scontrini che mi hanno rilasciato: fanno meno scontrini a Copenaghen che a Milano. Non so come funzioni il loro sistema fiscale ma se è come il nostro hanno dei grossi problemi di evasione!

In compenso sembrano avere un buon rapporto con la musica ad alto volume. Se dei ragazzi bivaccano in un prato col volume dello stereo un po' alto nessuno pare lamentarsi. Ho potuto vedere un battello ed un autobus trasformati in discoteche ambulanti e un tizio che mixava mentre andava in bici.


Una roba tipo questa

Nessuno ha avuto da ridire nemmeno quando a Vor Frelesers Kirke un turista, credo Tedesco, ha deciso di testare l'acustica della chiesa intonando un canto liturgico.


L'impressionante organo di Vor Frelesers Kirke

Il signore sapeva il fatto suo e l'esecuzione è stata apprezzata.

A Copenaghen c'è Christiania.


You are now leaving EU

Christiania è una zona di Christiansawn occupata 40 anni fa da un gruppo di Hippie che si auto proclamò stato libero e indipendente. Qui i figli dei fiori hanno visto concretizzarsi i loro sogni: una comunità tutta per loro, un paesino autonomo dove condurre la propria vita secondo il loro stile.
Christiania è piena di gente, di colori e... di droghe leggere.
Se pensate che Amsterdam sia La Mecca delle canne siete enormemente in errore. Nel “Green Light Quarter” di Christiania si spaccia a cielo aperto. I pusher hanno la loro bancarella e vendono secchiate di erba, panette di fumo, semi per coltivare e tutto il necessaire per il giovane tossicodipendente moderno.
È il paese dei balocchi psicotropi. Chi non è intento a fumare un cannone è solo perché se lo sta rollando. Cannoni che, tra l'altro, raggiungono un numero e una dimensione complimentevoli: ho visto spinelli grandi come sigari.
Per la qualità non so dirvi perché non ho testato (non mi crederà mai nessuno).

È interessante fare un giro anche oltre il centro di Christiania, dove vivono i residenti.


Ecco come si presenta l'interno di Christiania

Qui si vede come i Christianiani (Christianesi? Christianici?) si sono organizzati per mandare avanti la loro comunità e come conducono la propria vita. Ho osservato , cercando di essere il più discreto possibile, molti di loro intenti a alle proprie case, imbiancando muri e martellando assi. Perché le case non si sistemano da sole, sopratutto quando ti chiami fuori dalla società che ti sta attorno.
Decisamente non è un posto in cui mi sentirei di vivere, ma se gli abitanti di Christiania, e presumo che lo siano, sono contento per loro e gli auguro buona fortuna. Anche perché la birra che producono è buona e la jam session jazz che ho sentito l'ultima sera sera era davvero bella e io non posso non simpatizzare con chi fa buona birra e buona musica.


Alcune delle semplici regole di Christiania: no alle droghe pesanti, no alle armi, no alla violenza

Siccome avevo parecchi giorni da dedicare a Copenaghen ho compiuto una gita fuori porta e ho visitato Hillerød


Il magnifico castello di Hillerød

Il castello di Hillerød si erge nel mezzo di un laghetto e sembra uscito da una fiaba o da un sogno: le stanze sono fittamente decorate e il giardino barocco all'esterno è incantevole.

Tirando le somme Copenaghen è una città serena, a misura d'uomo, che sa al contempo fornire numerosi stimoli (in 10 giorni nella piazza principale sono stati organizzati tre diversi eventi), il tutto però tutelando la calma e il quieto vivere.

Finché non ti esplode in faccia un Gay Pride


BOOM!

“Il Gay Pride? E ci sei andato?”
Certevolemte si.
“OMIODDIO! Sei andato al Gay Pride! La festa dei ricchioni! Ma non c'erano solo uomini effeminati e donne mascoline?”


Anche...

Io al Gay Pride mi sono divertito.
Non so se l'ho vissuto nel modo giusto ma per me è stato fondamentalmente una festa. Una carnevalata con i carri, la musica, la gente in maschera che ballava e la gente non in maschera che ballava lo stesso.
C'era di tutto


Ragazzi

Ragazze

Trans

Piccioni

Gente mezza nuda

E gente completamente nuda

Ma c'erano anche le famiglie coi bambini, uomini e donne di tute le età che volevano solo stare assieme e divertirsi con gli altri, indipendentemente dal fatto che uno lo prenda o lo dia.


Il corteo che ha seguito la sfilata

E a proposito di chi c'era e di chi non c'era



Microsoft and IBM are Gay Friendly. Linux Where are you?

Mi hanno regalato un dado giallo, un preservativo e un attestato scritto in danese che non ho ancora decifrato e una bandierina che ho perso in tempo zero.

Lo stesso giorno nel tardo pomeriggio sono andato all'Opera. E se qualcuno ha qualcosa da ridire sull'accostamento Gay Pride – Opera se ne faccia una ragione.
C'era un concerto all'aperto gratuito con cantanti lirici e balletti, musiche tra gli altri di Bizet, Tjajkovskij, Wagner, Puccini, Prokofjev e Händel.


Il pubblico si alza in piedi per cantare l'inno nazionale al termine dello spettacolo

Sono stati tutti molto bravi e lo spettacolo davvero ben riuscito.

Considerazioni finali

La vacanza è stata molto bella e tutto è filato liscio.

Per la prima volta ho alloggiato in ostelli e l'esperienza è stata più che positiva. Ho conosciuto parecchia gente proveniente da tutto il mondo e ho tenuto traccia delle diverse nazionalità:

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  • Argentina
  • Australia
  • Belgio
  • Canada
  • Finalndia
  • Francia
  • Germania
  • Giappone
  • Italia
  • Norvegia
  • Olanda
  • Spagna
  • Sud Corea
  • Svizzera
  • U.S.A.

Sono state ottime occasioni di confronto e dialogo: non avete idea di quanto possa differire il concetto di “sunny day” tra una ragazza Norvegese e un ragazzo Italiano.

L'unica accortezza che adotterei in futuro è quella di munirmi di tappi per le orecchie. È successo solo in un paio di occasioni ma si possono incontrare dei compagni di stanza rumorosi. Quello che russa a tutto spiano e che avrei voluto sgozzare nel sonno e la combriccola di pischelle sgallettate che celebrano il loro rientro dalla notte brava con risate, gridolini, scambi di battute e piagnistei. Avrei voluto solo prenderle a colpi di incudine sul musetto.

In questi giorni ho anche avuto modo di pormi delle domande sul mio aspetto esteriore. Ho sempre pensato di avere la faccia da bravo ragazzo rispettabile figlio di buona famiglia ma probabilmente devo avere i connotati di un avanzo di galera dall'etica discutibile. Il primo e l'ultimo giorno a Budapest sono stato avvicinato due volte da qualcuno che voleva vendermi un iPhone di dubbia provenienza mentre a Copenaghen da una coppia di amici in cerca di cocaina.
Ma davvero ho l'aria così poco raccomandabile?

Ah non l'ho detto ma per tutto il tempo ho viaggiato da solo. So che qualcuno avrà da ridire ma non sono andato in vacanza con amici.


Questa persona per esempio mi considera uno sfigato

Per finire questo viaggio è stato fatale per l'unico elastico per i capelli che mi ero portato. La sua foto non verrà mostrata in segno di rispetto per le anime più sensibili ma tutte le altre le trovate qua: nella neonata sezione Gallerie del sito.
Non tutte sono SFW... ma tanto le peggiori le avete già viste.