Il più bello, il più brutto 01: "Prometeo" e "Onslaught Scatenato"

Di fumetti ne leggo tanti.
Di fumetti ne leggo troppi.
Nel numero capita di sfogliarne di molto belli e di molto... meno belli.
Prendiamone quindi uno per tipologia e vediamo cosa ne esce fuori.

Questo giro (ne verranno altri?) due fumetti diversissimi da loro per quel che riguarda... tutto: genere, disegni, pubblicazione, provenienza e formato.
E sopratutto "bellezza".

Prometeo

Titolo: Prometeo 1. Esogenesi (Fantastica N.4)
Autori: Cristophe Bec (Testi e disegni), Alessandro Bocci (Disegni)
Editore: Mondadori Comics

Sono sicuro che questo fumetto mi abbia chiamato per nome quando l'ho visto in fumetteria. Non sapevo di cosa trattasse, né chi l'avesse scritto o disegnato, ma uno sguardo al volume mi ha fatto capire di voerlo comprare. Anzi il volume ha voluto che io lo comprassi.
Prometeo è una storia, parrebbe, di fantascienza. Per certi versi ha un'approcccio che è l'opposto della fantascienza classica.
Se infatti molto spesso nella SF si parte da piccole premesse, dall'accettazione di alcune ipotesi (e.g. superare la velocità della luce è possibile) e se ne esploravano le conseguenze in un ambientazione coerente e senza altre assunzioni, in Prometeo il punto di partenza sono gli effeti, le ripercussioni e quello che si ignora, e che si dovrà scoprire, è proprio la loro origine.
Misteriosamente ogni giorno alle 13:13 UTC qualcosa di strano accade sul pianeta, soltamente con esiti tragici. Un puntuale cataclisma giornaliero che lascia dietro di sé interrogativi senza risposte e numerose vittime.
Cosa sta succedendo alla Terra? Perché gli orologi si fermano? Perché gli erei precipitano mentre lo space shuttle, la stazine spaziale internazionale e il sottomarin USS Thunderbay scompaiono e ricompaiono dal nulla? Perché anche il Titanic riappare in mezzo all'oceano come se non fosse mai naufragato?
Un sacco di eventi senza alcun senso apparente che alimentano gli intricati misteri della storia.
Cosa c'è alla base di tutto? Centrano forse gli alieni? Il governo? I paradossi temporali? Le divinità dell'antica Grecia?
Numerosi sono i personaggi introdotti che non sembrano, almeno per ora, avere legami tra loro. Ognuno si trova suo malgrado coinvolto nella vicenda, subendo quanto accade o indagandovi sopra. Numerosi sono i cambi di scena, ed i salti temporale che, assieme a dialoghi ricchi e articolati richiedono un po' d'attenzione durante la lettura dell'opera.
Le tavole sono costituite da numerose vignette, ricche di baloon e scambi di battute che però cedono improvvisamente il posto a doppie pagine con panoramiche mozzafiato in cui lo sguardo si perde.


GASP!

I toni caldi dei colori sono velati da pesanti ombre sui volti dei personaggi come a voler celare la verità ai loro occhi, mentre le vignette che ritraggono le scene di distruzione ricordano per certi versi la Neo-Tokio devastata di Akira, se non per i dettagli e i particolari almeno nella forza e nell'impatto visivo.


13:13

Speriamo che la storia proceda su questo binario e che tutti i nodi vengano al pettine. Ho letto il secondo volume e anche questo lascia ben sperare.
Sarebbe un'occasione sprecata se questa storia dovesse concludersi senza un finale coerente e chiarificatore.

Onslaught Scatenato

Titolo: Onslaught Scatenato (Avengers Deluxe Presenta N. 4)
Autori: Sean Mckeever (Testi) e Filipe Andreade (Disegni)
Editore: Panini Comics

Onslaught è un personaggio creato dalla Marvel nel 1996, durante l'omonima saga, in cui i principali supereroi sembravano incontrare la morte nell'affrontarlo ma solo per trovare una nuova vita nel Rinasciverso, un altro universo creato per l'occasione da Franklin Richards, il figlio di Mr Fantastic e dela Donna Invisibile dei Fantastici Quattro.
Erano gli anni '90.
Da allora Onslaught NON divenne uno dei principali antagonisti dell'universo Marvel, NON tornò più e più volte a minacciare gli eroi, NON mise a repentaglio le sorti del nostro universo con piani contorti e macchinosi.
La sola apparizione che fece precedentemente fu in occasione della miniserie "Onslaught Reborn" del 2006 che celebrava il decennale del personaggio..


Una delle copertine che commemorarono i dieci anni di anonimato del personaggio

"Onslaught Reborn" avrebbe dovuto insegnare che certi scheletri è meglio tenerli negli armadi e non farli uscire, specie se sono gli scheletri dell'essenza malvagia di Magneto fusa col lato represso e oscuro del Professor X.
Erano gli anni 90.
Onslaught poteva avere un senso quando è nato. Grande minaccia semionnipotente da prendere a calci, raggi energetici e impulsi telepatici in un pagine e pagine in cui gli eroi si scagliano contro il nemico senza che si capisse da dove fossero saltati e dove sarebbero atterrati.


La doppia coertina dell'epilogo della saga orginiale: tutti che zompano nel vuoto

A distanza di 14 anni (la storia è del 2010) un personaggio di questo stampo è un po' fuori dal suo tempo ed è gustoso quanto puà esserlo un piatto di minestra riscaldato.
Un piatto di minestra insipida riscaldato.
A Onslaught si può guardare con nostalgia, e ci si può anche concedere un sorriso nostalgico come quando si pensa a un vecchio amico. Un vecchio amico che però preferiamo mantenere come ricordo e per il quale non avvertiamo la necessità di scoprire, dopo tanto tempo, come stia e cosa abbia combinato nella vita.
Ripescarlo per una storia non è un inizio stimolante. Poi la sorpresa può sempre arrivare e una storia convincente può saltare fuori, mo non è stato questo il caso.
Il super malvagio che vuole distruggere/conquistare mondi/universi si trova questo giro ad affrontare un gruppo di supereroi di terz'ordine, capitanati da Capitan America e dalla Vedova Nera: Gravity, Firestar, Ant-Man, Spider Girl, Gravity, Toro... Toro? E chi diavolo è? Boh? Nessuno che abbia a che fare con la spalla della Torcia Umana originale.
E Nomad.
L'ex versione femminile di Bucky, primo sidekick di Capitan America, giunta durante Onslaught Reborn dal Rinasciverso su Terra 616, dove ha assunto l'identità di un'altra spalla di Cap, che aveva a sua volta assunto un'altra identità dismessa di Steve Rogers...
Lasciate perdere, troppo complicato.
Ma dei personaggi sgamuffi che battono il Malvagio Signore Del Male non diventano degli eroi epici, fanno soltanto fare la figura del fesso al loro nemico.
Lo stesso nemico che aveva richiesto il sacrificio di Vendicatori, Fantastici Quattro e altri eroi sparsi nella sua prima apparizione, assorbendo il potere dei mutanti più potenti del pianeta.
Erano gli anni 90.
Oltre alla storia i disegni non funzionano. I personaggi di Filipe Andrade non mi piacciono: troppo distorti, troppo spigolosi. Che se sei Kevin O'Neil e stai disegnando Marshall Law va bene, ma in questo caso gli eroi sembrano una loro stessa parodia grottesca. Gli arti si allungano e si affusoliscono senza ritegno creando un effetto certamente voluto ma che non convincente.
In certi momenti i disegni sembrano schizzati o abbozzati senza rifiniture o cura per particolari e i toni cupi sembrano usati più per mascherare queste assenze che per creare un'atmosfera cupa.


No!

Ancora no!

Proprio no!

Non c'è verso per farmi piacere Andrade. Mi spiace, ma anche su Capitan Marvel non mi entusiasma.
Mi piacerebbe vederlo all'opera su qualcosa di non supereroistico per provare se mi fa lo stesso effetto. Credo che i supereroi non siano nelle sue corde, o più probabilmente è solo il suo tratto a non essere nelle mie.

Per concludere: quelli saranno stati gli anni '90, questi anni invece che scusa anno?

(Dai che forse questa diventa una rubrica)