Ma le checche fanno ridere?

Parrebbe di sì.

Mi è capitato di vedere a teatro un paio di commedie in cui era presente il personaggio della checca.


La prima è questa e non m'è piaciuta granché



La seconda è questa e mi è piaciuta

La checca: l'uomo gay dotato di un'effeminatezza fuori scala che si aggira sul palco sculettando e recitando con tono languido e voluttuoso.
Questo avrebbe dovuto far ridere e mi duole ammettere che c'è riuscito.
Il pubblico rideva e apprezzava le sue movenze e la sua gestualità. Non le battute, che generalmente non brillavano, ma la grottesca ostentazione della sua diversa natura.
Un po' come si rideva dei freak.

Poche cose sono più spontanee di una risata e nonostante ci piaccia pensare altrimenti tutto ciò che ce ne strappa una può dire di far ridere.
Che siano i tormentoni di un comico con poca inventiva, i peti, le parolacce, i cinepanettoni o una checca fine a sé stessa.
E' inutile girarci intorno: se fa ridere fa ridere.

Poi però possiamo riflettere sulla qualità della nostra risata.
Perché è vero che l'umorismo di bassa lega rimane pur sempre umorismo.
Ma è altrettanto vero che rimane pur sempre di bassa lega.

Davvero signori autori non riuscite a trovare metodi migliori per far ridere il vostro pubblico?
Davvero dovete ricorrere a questi cliché che vanno bene per i bambini?
Per carità evidentemente funzionano, ma non vorreste osare qualcosa di più?
Non potreste quanto meno far dire delle vere battute a questa povera checca?

Sia chiaro: non ne sto facendo una questione di tutela dei diritti gay.
Non vi sto rinfacciando di sfruttare e alimentare uno stereotipo (anche se...).
Non vi sto accusando di discriminare.
Non vi sto dicendo di non mettere le checche nelle commedie.
Mettetele, ma date loro un senso. Fatele divertenti, date loro delle batutte.
Oppure date loro un ruolo drammatico, così tanto per cambiare e vedere di nascosto l'effetto che fa.
Se volete vi do anche il permesso di prendere in giro la loro sessualità.
Tanto già lo fate.
A me l'umorismo politicamente scorretto piace, sono una brutta persona, quindi se volete prendere di mira le loro inclinazioni, mi va benissimo.
Ma esplicitamente e non girandoci intorno come preferite fare.
Perché è questo quello che il pubblico trova divertente della checca: la sua sessualità.
Su questo siamo d'accordo tutti, vero?
O c'è qualcuno che vuol far credere il contrario?
Suvvia...

No non è una questione di rispetto del diverso.
Non vi chiedo di rispettare nessuno se non il vostro pubblico, e propinargli i soliti espedienti per estorcere una risata ecco... non mi sembra una gran forma di rispetto, se non alla sua intelligenza quantomenso al suo senso dell'umorismo.