Pararsi il culo

Era agosto e la Marvel annunciava il lancio di una nuova testata dedicata a uno dei suoi personaggi minori: la Donna Ragno.
La prima Donna Ragno, Jessica Drew. Ce ne sono state quattro, se non ho perso il conto, ma non andiamo fuori tema.
Gli autori assegnati alla testata sono stati Dennis Hopless, ai testi, e Greg Land, ai disegni e il primo numero avrebbe avuto una variant cover realizzata da Milo Manara.


Segue esplosione di Internet

La copertina è stata l'epicentro di un sisma di polemiche ed è facile intuire il perché: mostrare un personaggio femminile in quella posa è poco rispettoso per la donna e contribuisce a esasperare lo stereotipo della donna oggetto e della sessualizzazione del corpo femminile.
Accusatori e difensori hanno tirato fuori diverse argomentazioni e la rete è stata invasa da un gioco del "Sì ma" che a tratti interessava, a tratti dava ai nervi, a tratti divertiva e a tratti annoiava.

"Si ma questo disegno è sessista"
"Si ma è la copertina di una variant edition"


La regular è questa

"Si ma è anatomicamente sbagliata"


Dovrebbe avere la testa così

"Si ma allora Land? E' il disegnatore della serie e usa riferimenti grafici provenienti da materiale porno"


Così dicono

"Si ma sia Land che Manara sbagliano a disegnare"


Il disegno giusto è questo

"Si ma no: è anatomicamente corretta"


Se faccio apprezzamenti sulla foto rovino il senso del post

"Si ma questi disegni ritraggono solo personaggi femminili e mai maschili"
"Ma innvece si"


Trova le diffeneze

"Si ma non è la stessa cosa"
"Si ma non è la prima volta che la Donna Ragno viene ritrattta in queste pose"


Per esempio

"Si ma Milo Manara disegna fumetti erotici"


Trova le differenze 2

"Si ma non è la prima volta che realizza lavori per la Marvel"


Per dire...

Una brutta posizione quella della Marvel costretta a dover rispondere di accuse di sessismo / sessualizzazione proprio quando si era riproposta di far avvicinare maggiormente il pubblico femminile, solitamente refrattario ai comic, ai propri prodotti.
Testate come Ms. Varvel e Thor sembrerebbero andare in quella direzione, e forse lo sarà anche la Donna Ragno, ma quella copertina suggerisce il contrario.


Nessuno ha criticato le copertine delle nuove serie di Ms. Marvel e Thor

Inizialmente s'è assistito ad una levata di scudi a difesa di Milo Manara. Tom Brevoort, senior vice presidente, ha dichiarato che il lavoro di Manara è ben noto e che il riultato finale non è stato troppo distante da quello che ci si poteva aspettare da una sua illustrazione, che comunque rimane "uno dei lavori meno sessualizzati di Manara".
Della stessa opinione Dan Slott, sceneggiatore di Amazing Spider-Man, che in un paio di tweet ha ribadito come non ci si debba sorprendere se un disegnatore segua il proprio stile, per altro ben conosciuto, quando gli viene commissionato un lavoro e ha chiesto come avrebbe reagito il pubblico se una cover di Picasso avesse avuto due occhi sullo stesso lato del viso.

Anche il diretto interessato ha preso parola, in un'autodifesa pacata e molto esplicativa, ma che inciampa in qualche errore.

"Mi pare che sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo ci siano cose molto più importanti e gravi di cui occuparsi.
I fatti di Ferguson, oppure il dramma di Ebola. Che ci siano persone che se la prendano per cose del genere …
A meno che non ci sia, di questi tempi, una ipersensibilità verso immagini più o meno erotiche, dovuta a questo confronto continuo che siamo chiamati a fare con l’Islam.
Si sa che la censura del corpo della donna non dovrebbe essere una caratteristica nostra, occidentale."

Tirare in ballo altri argomenti quali Ferguson, Ebola e l'Islam, che sono del tutti estranei al mondo del fumetto, appare come un tentativo di cambiare argomento e di distogliere l'attenzione.
Sì, sono "cose più importanti" ma non è che non se ne parli e se dovessimo parlare solo di cose più importanti del fumetto non parleremmo più di fumetti.
Credo che Manara volesse sottolineare che la polemica fosse esagerata e sovradimensionata per un'illustrazione che, piaccia o non piaccia, per usare le parole dell'autore "non la considero una delle copertine più erotiche che ho fatto"

Ma forse se se ne è parlato così tanto la questione è effettivamente un problema.
Lo riconosce Manara stesso quando scrive: "Quella che secondo me è un’immagine bella, piacevole, attraente, seducente – che è esattamente il mio scopo, o quello che vorrei raggiungere – per altri è disturbante".
Ognuno ha la propria sensibilità e un'immagine (o un testo, o un video, o una musica) suscita reazioni diverse.
Non siamo tutti uguali e lo sappiamo, quindi?
Occorrono delle regole? Quelle che ci sono ora non vanno bene?
E chi dev'essere preposto a mettere questi paletti?
La legge? Le case editrici? Il Comics Code Authority?
E in base a quali criteri?
Devono tutelare tutti? Devono tutelare la maggioranza? A quanto dovrebbe ammontare questa maggioranza?
Oppure deleghiamo tutto alla coscienza e all'etica personali?
Quale dev'essere il confine tra consentino e non, se ci dev'essere?
A questo punto potremmo anche riprendere il gioco del "si ma" e portarlo alla conclusione:

"Si ma è arte"
"Si ma no"

Perché la mia convinzione è che il bandolo della matassa rimanga questo.
All'Arte è concesso trasgredire, provocare e anche offendere. Per lo meno in misura maggiore di quel che Arte non lo è. O non lo è ancora.
Per quanto abbia una storia consolidata, anzi molte storie, per quanto sia radicato con le sue correnti e le sue diversificazioni in tutto il mondo il fumetto resta ancora, nella migliore delle ipotesi, un'arte minore (notata la minuscola? Si? Ne ero certo) e il più delle volte una forma di intrattenimento poco nobile.
Ma va bene, ci siamo abituati e ormai non ci facciamo più caso.

Anche la percezione del corpo femminile cambia e a seconda delle circostanze la sua esibizione può essere una forma d'arte, una provocazione, uno specchietto per le allodole o una mancanza di rispetto.
Per esempio se la stessa illustrazione, anziché essere usata per la copertina della Donna Ragno, fosse stata usata per quella dell'ultimo album di Miley Cyrus o Lady Gaga non avrebbe destato tutte queste rimostranze.
E non credo che in termini di età il target sia tanto diverso.
Mentre invece sarebbe sembrata normalissima come copertina di Panorama o GQ, che di artistico credo abbiano ben poco.

Ma per la Donna Ragno non va bene.
Perché i fumetti sono per ragazzini.
Perché non è Arte.
Perché anche se fosse Arte sarebbe un'arte sbagliata.
Perché è offensivo.
Perché è diseducativo.
Perché in realtà chi fa disegni erotici non è un artista, ma siamo costretti a chiamarlo così solo perché è famoso in tutto il mondo.
Perché se non lo faccessimo rischieremmo di passare per i biggotti che siamo.
Perché non è tanto il disegno a darci fastidio, ma l'idea che un artista, famoso in tutto il mondo per i suoi disegni erotici, metta le mani su un personaggio che è sempre stato provocante ma che abbiamo sempre fatto finta che non lo fosse.
Perché non vogliamo smettere di fingere di non vedere.

Che poi scritta così sembra che io creda che all'Arte e all'arte tutto debba essere concesso e perdonato.
Non è così.
Anche le arti hammo limniti e responsabilità ma proprio per questo devono avere spazi e luoghi opportuni.
Il punto è capire se la copertina di un fumetto è uno di questi spazi.
E magari se cambia qualcosa nel caso in cui lo spazio è la versione variant dello stesso fumetto.

Dopo le difese iniziali la Marvel ha fatto marcia indietro. Axel Alonso, Marvel editor, si è scusato per il messaggio ambiguo lanciato dalla cover di Manara, pur ribadendo che non si sarebbe trattata di un'edizione per il grande pubblico ma per i collezionisti.
Il lavoro di Manara non rappresentava il tono della seria ma solo la sua personale visione del personaggio.

Peccato che la parte principale della sua visione, quella problematica, quella che ha suscitato tante critiche non comparirà sulla copertina.


Well done, Marvel!

Il sedere della Domma Ragno verrà copeto dal logo della testata...
La peggior soluzione che si potesse adottare: quella che scontenta tutti.
Scontenta chi ha criticato Milo Manara perché la Marvel non è tornata sui suoi passi, non ha ritirato le copie, non si è cosparasa il capo di cenere in un plateale mea culpa ma ha preferito usare un basso espediente per attirare adolescenti brufolosi in crisi ormonale.
Scontenta chi ha difeso Milo Manara perché la Marvel ha ceduto alle pressioni dei benpensanti e ha coperto a tradimento il pomo dela discordia, in un goffo tentativo di placare gli animi e evitarsi ulteriori polemiche.

Insomma alla fine sembra che nemmeno la Marvel sia effettivamente convinta del valore artistico del lavoro di Manara, altrimenti non lo coprirebbe. O no?

Quando ho letto la notizia ho subito immaginato questo:


Per la gioia di Michelangelo



Per la gioia di Raffaello



Per la gioia di Caravaggio



Per la gioia di Milo qualcuno

Insomma la Marvel aveva l'occasione di passare per Papa Giulio II che commissionò a Michelangelo gli affreschi della cappalla Sistina, ma ha finito per ricoprire il ruolo di Daniele da Volterra, il suo apprendista che coprì le nudità dei soggetti ritratti.


Dicesi: "calarsi le braghe"

Per tirare le fila del discorso, ma non ancora per concluderlo, ecco la mia posizione su tutto questo.

Sì, credo che il fumetto vada considerato una forma d'arte e che Milo Manara sia un artista.
Sì, credo che l'illustrazione della Donna Ragno sia provocante e allusiva. Molto per essere la coprtina di un fumetto americano, che comunque non è nuovo a queste pose, ma molto poco per essere un disegno di Manara.
No, non credo che il disegno fosse offensivo, che umiliasse o che sminuisse la figura della donna.
Sì credo che la copertina di una versione variant di un fumetto, destinata a collezionisti e non al grande pubblico, sia uno spazio lecito.
Sì, credo che Braghettona Marvel abbia fatto una pessima figura e che se avesse voluto tutelarsi avrebbe dovuto richiedere a Manara di modificare il disegno.

Ma andiamo avanti...
Sempre recentemente, anche se per i tempi di Internet si parla di un'era fà, è occorso un fatto analogo.
Il 12 novembre la sonda spaziale Rosetta raggiunge la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko e scende sulla sua superficie.


Rosetta twittava direttamente dalla cometa

Per commnetnare il successo dell'accometaggio viene intervistato Matt Taylor, project scientist della missione.


Segue nuova esplosione di Internet

La camicia dello scienziato ha avuto maggior risalto della missione: donne discinte e armi da fuoco sono state considerate, nuovamente, come poco rispettose dell'immagine della donna e la gravità del gesto è stata amplificata dal fatto che quello scientifico è ancora un ambiente con una bassa presenza femminile.
Non è per difendere la categoria (quella maschile) ad ogni costo, ma anche in questo caso la polemica mi è sembrata un po' pretestuosa. Mi è parso che Taylor abbia voluto indossare un vestito buffo, goliardico, ridicolo oltre i limiti del buon gusto per festeggiare, alleviare la tensione o anche solo "fare il buffone".
Gli scineziati tendono a essere molto meno seri e molto più ironici di quanto ci si aspetti, tant'è vero che qualcosa di simile era già successo nel corso delle missioni spaziali.
Nel 1969 durante la missione Apollo 12 l'equipaggio di back-up aveva inserito di nascosto nella checklist delle attività extra veicolari delle riproduzioni di alcune plyamte, pin-up che vennero scoperte durante la prima passeggiata lunare dal comandante Conrad e dal pilota Bean.


Davvero? Davvero!

Le illustrazioni sulla camicia di Taylor, così come lo fu quella di Milo Manara, sono state il casus belli di una nuova campagna anti-sessista molto agguerrita che ha portato il responsabile a chiedere scusa pubblicamente per il suo abbigliamento poco conveniente, ritenuto offensivo al di là di quelle che potevano essere le sue intenzioni.
Per quanto la sua scelta possa essere stata poco opportuna e poco seria per un evento così importante la gogna a cui è stato sottoposto è stata uno spettacolo a cui avrei preferito non assistere.
L'acredine di chi lo ha messo in croce non denota maggior rispetto del comportamento che gli è stato imputato.
Quella camicia era di certo inappropriata, irriverente e fuori luogo ma trasformarla in un manifesto maschilista è stato un errore e Taylor è libero di indossare i vestiti che vuole.
Per quanto orribili.
D'altro canto non mi è piaciuto nemmeno ch l'ha difeso argomentando che non si sarebbero dovute muovere queste critiche a uno degli artefici di un'impresa scientifica unica, come se chi avesse particolari meriti potesse essere dispensato dal portare rispetto o dal rispondere delle proprie azioni.
Non è così.
O si stigmatizza un comportamento a prescindere da chi lo adotta oppure lo si accetta per tutti.
Se indossoare qulla camicia è una colpa lo è per chiunque e aver fatto atterrare una sonda su una cometa non può renderti meno responsabile.
Inoltre questa linea di pensiero riconosce implicitamente il sessismo della camicia e mi sembra un bell'autogol dei sostenitori di Taylor.

Al di là di quanto scritto quell'orrenda camicia ha avuto l'innegabile merito di far parlare di Rosetta più di quello che avrebbero fatto una giacca e una cravatta.
A proposito una riproduzione della camicia di Matt Taylor era in vendita per 60 dollari. Se la ristampano mi mancano un paio di maniche con finti tatuaggi e per la prossima fiera ho bell'e pronto uno splendido cosplay.

Quindi ognuno faccia quello che vuole e al diavolo le femministe, giusto?
Sbagliato.

Prima di scagtliare i pesanti pietroni che avete raccolto vorrei precisare un paio di cose.
Non credo che la parità di genere sia un traguardo raggiunto, che non si debba vigilare sulle disuguaglianze o, peggio, che sia un falso problema.
Ma battersi contro il disegno di Manara e la camicia di Taylor porta poco sia in termini di risultati diretti che in termini di sensibilizzazione dell'opinione pubblica.
Tutelare l'"immagine" della donna non è tutelare "la donna" e, a costo di commettere lo stesso errore che ho rinfacciato a Manara, secondo me il problema sta altrove.
Ciò su cui si deve lavorare e per cui vale la pena battersi è per esempio l'uguaglianza sul posto di lavoro, in termini salariali e di trattamento.
Il supporto alla maternità ed evitare che una donna sia costretta a scegliere tra il lavoro e la famiglia.
Un'equa possibilità di assunzione e di carriera, sopratutto in quei settori percepiti come pertinenti strettamente ad un genere anziché all'altro.
Le garanzie sulla sicurezza personale, di modo che una donna non debba sentirsi in ansia o temere di essere in pericolo trovandosi da sola in alcuni luoghi in determinate ore.
La libertà di allattare al seno senza doversi sentire in imbarazzo o senza che le debba venir richiesto di coprirsi.

Sono consapevole che un cambiamento culturale e sociale vada compiuto anche nelle piccole cose e nel quotidiano, ma mettere al rogo immagini che ritraggono donne succinte non è la via da seguire.
E' vero: possono turbare la serenità di qualcuno/a.
Ma lo è anche il ritenere che le donne siano così fragili e sensibili da dover essere difese da alcune illustrazioni con la foga esibita in questi casi.
Anche questo alimenta uno stereotipo: quello della donna indifesa che va protetta da ogni cosa e ho la certezza che le donne che conosco e che frequento si offenderebbero molto più facilmente se trattate con paternalismo e condiscensenza che se esposte a raffigurazioni erotiche di altre donne.

Restando sul tema dell'esplorazione spaziale: una decina di giorni dopo lo scandalo Taylor Samantha Cristoforetti, prima donna astronauta Italiana e terza Europea è partita per la Stazione Spaziale Internazionale.


La migliore tra 8500 candidati

Il fatto ha avuto un impatto mediatico abbastanza basso, se ne è parlato poco e distrattamente.
Anche il fatto che Samantha fosse la prima donna Italiana a lasciare il pianeta ha avuto poco risalto ma forse questo non è per forza una cosa negativa.
Perché è vero che se ne sarebbe dovuto parlare di più ma l'importanza del genere di chi raggiunge questi obiettivi dovrebbe essere qualcosa di secondario, anzi trascurabile.
Se un giorno si riuscirà davvero a non dare peso al fatto che una grande impresa, ma anche una piccola, sia compiuta da un uomo o da una donna, sa la cosa ci sembrerà completamente indifferente, allora avremo portato a casa un ottimo risultato.

Certo un po' di risonanza mediatica in più non avrebbe guastato: ingegner Cristoforetti, la prossima volta non si dimentichi di indossare un bel top con maschioni palestrati.


A proposito: l'avete visto il poster della spedizione 42? E l'avete capito?

Adesso potete scagliare quei pesanti pietroni.