Uno bello, uno un po' meno 06: "Pinocchio" e "Justice League One Million"

Questa volta il filo conduttore è... niente. Non c'è.

Pinocchio

Titolo: Pinocchio
Autori: Vincent Paronnaud (A.K.A. Winshluss)
Editore: Comicon

La prima volta che ho sfogliato questo fumetto è stato in Olanda a casa di un amico ed fu amore a prima vista.
Per fortuna non era scritto in olandese. Ma in coreano (credo).
Buccia l'aveva preso durante un suo viaggio in giro per il mondo e il volume faceva mostra di sé su una mensola.
La lingua non è stata un problema, il fumetto è praticamente muto e i pochi dialoghi non si sono rivelati molto importanti per comprendere la trama.
Ovviamente ho dovuto recuperare l'edizione italiana, un po' tardivamente ma ce l'ho fatta.
Ed è stato amore anche a seconda vista.


Geppetto presenta Pinocchio alla Fata Turchina

Il Pinocchio di Winshluss è un robot, originariamente concepito da Geppetto per essere venduto all'esercito come inarrestabile macchina da guerra.
La sua programmazione però salta a causa di un cortocircuito causato da "Jimmy lo Scarafaggio" una versione distorta e amorale del Grillo Parlante.
Contrariamente a quello che succede in questi casi, come per Johnny 5 o Chappie, l'incidente non gli conferisce un'anima o l'autocoscienza. Pinocchio rimane un freddo involucro di metallo che non prova emozioni.
E' insnesibile e privo di una vera e propria volontà, al punto da risultare inquietante.
Non parla, non pensa, non esprime opinioni.
Osserva il mondo e gli uomini che lo abitano senza giudicarli, senza assolverli o condannarli, senza punirli o perdonarli.
Nemmeno quando viene sfruttato, quando diventa vittima della loro avidità e delle loro meschine ambizioni.


Il Gatto e la Volpe vendono Pinocchio a Mangiafuoco, in cerca di lavoro minorile da sfruttare

Pinocchio è un fumetto che lascia addosso una triste amarezza, impossibile non riconoscere nei vizi dei numerosi personaggi parte dei propri.
Svariate sono le trame che popolano le pagine del libro e le vicende che coinvolgono i comprimari. Anche quelle che sembrano dimenticate tornano in seguito ottenendo una degna conclusione. Nessun discorso rimane sospeso e ogni elemento introdotto è un ingranaggio funzionale alla storia che la fa procedere senza intoppi.


Chi è il protagonista dell'inquietante scena iniziale? Lo si scoprirà man mano

Il disegno è grottesco e caricaturale ma lascia spazio a diverse tecniche e stili che dimosatrano la bravura di Winsluss.
Le versioni degenerate di Lucignolo, del Gatto e la Volpe, del pescecane, di Mangiafuoco e di tutti i comprimari del romanzo di Collodi sono perversamente incantevoli, sia graficamente che nella cartterizazione e numerosi sono i riferimenti artistici che esulano dalle avventure di Pinocchio.


I sette nani di biancaneve sono i personaggi più disgustosi della storia

Viaggio nella Luna di Georges Méliès

Incubo a 20.000 piedi uno degli episodi più celebri di "Ai confini della relatà"

Pinocchio non è un giudice, è un testimone.
E' un agente del destino che contempla le pochezze degli uomini.
Non è artefice delle loro cadute e delle loro punizioni: la malvagità si distrugge da sola e crolla sotto il suo stesso peso.
Quando questo accade Pinocchio, con lo stesso impassibile sguardo, si limita a constatare l'inevitabile, lascia che il fato si compia senza un cenno di pietà o di soddisfazione.


Hai fatto tutto da solo, caro mio

La mancanza di sensibilità del protagonista è spiazzante e a volte sembra crudele, ma ha un che di "divino".
Come Dio non interviene, non partecipa agli eventi, anche quando li mette involontariamente in moto o nè è suo malgrado coivolto.
Come Dio non viene compreso e rimane imperscrutabile. Non ci è dato sapere se Pinocchio provi qualcosa, che sia dolore, rabbia, amore o soddisfazione. Non sappiamo se abbia, e quali siano, i suoi concetti di bene e male e possiamo solo limitarci ad appllicare i nostri proseguendo nella lettura della storia.

Justice League One Million

Titolo: Justice League One Million
Autori: Grant Morrison (testi), Val Semeiks (disegni)e un troppiliardo di altri.
Editore: Lion

Bruttina forte.

Nel 1998 la DC organizzò un evento corale in cui presentò delle versioni future dei suoi supereroi, delle controparti porvenienti da ipotetici milionesimi numeri delle relative testate.
Nella storia i membri della Justice League finiscono nel futuro, per celebrare dopo tanto tempo il ritorno del Superman originale, mentre la loro incarnazione dell' 853° secolo li rimpiazza nel presente.
Le due formazioni si trovarono però a dover fronteggiare una minaccia su due distinti fronti temporali, scoprendo i piani di malvagi essere immortali e coordinando i loro sforzi per sconfiggerli.
Tutte le testate pubblicate dalla casa editrice vennero coinvolte nel crossover che la Lion ha raccolto in tre corposi volumi


Le copertine dei tre tomi

La direzione e supervisione venne affidata a Grant Morrison: bravissimo sceneggiatore che però questa volta non realizza uno dei suoi lavori più memorabili.
La struttura della storia è molto frammentaria, dipanandosi su più testate perde di continuità e siccome queste tendono a concentrarsi sui singoli personaggi, anziché sulla vicenda nel suo complesso, la lettura ne risulta estremamente rallentata e la comprensione difficile.


La Justice Legion A, versione futura della Justice League, e molti altri personaggi della storia

L'opera, nonstante i diversi autori che vi hanno preso parte, è impregnata dallo stile tipico del periodo in cui è nata: gli anni novanta.
Trasuda novantannosità da ogni pagina (sono sicuro di avere già usato quest'espressione da qualche parte).
Esplosioni di dinamismo, esplosioni di muscoli, esplosioni di fuoco, esplosioni di tette, esplosioni di anatomie, esplosioni di fucili, esplosioni di esplosioni.


E spalline. Spalline a profusione

Da questo punto di vista è un vero e proprio tuffo nel passato che i nostalgici potrebbero aprezzare.
Al di là degli stilemi riconoscibili i diversi autori hanno lavorato ognuno col proprio tratto quindi graficamente l'opera è molto eterogenea e anche da questo punto di vista le singole storie risultano poco legate e riducono il senso di unità della storia.


Due versioni a confronto del mio personaggio preferito: Robin il giocattolo meraviglia

C'è da dire che la storia è invecchiata male.
Ormai siamo abituati a versioni alternative e futuristiche dei supereroi. Una storia cone One Million è poco innovativa oggi come oggi e sa un po' tutto di già visto.
E' stato tuttavia piacevole reincontrare "vecchi" autori o "nuovi" autori ai loro esordi.


Lobo è Lobo, anche con la panza e la pelata

Ron Lim è sempre una bella visione anche quando non disegna le storie cosmiche di Starlin

Grag Land? Sul serio? E' irriconoscibile!

Questo deve essere uno dei primi lavori di James H. William III, uno dei miei disegnatori preferiti che ha lavorato su Promethea e Batwoman. Si può già vedere l'impostazione non convenzionale della tavola.

Scott McDaniel non lo leggevo dal suo ciclo di Goblin

Keth Giffen in una storia inutile

La caratterizzazione del futuro non è molto dettagliata, ci sono un paio di cose accennate come la prigione Plutone, gli spazi tesseratti, delle sorti di bolle dimesionali a cui è possibile raggiungere attraversando determinati oggetti, e i Poteri Iconici, i superpoteri simbolo di antichi supereroi che possono essere acquistati e utlizzati dalle persone. Ma ovviamente non basta il potere e il nome di un supereroe del passato per esserlo, e men che meno per realizzare una bella storia.