Uno bello, uno un po' meno 07: "Gerusalemme" e "Über 1"

Ho lasciato alcuni fumetti da parte nell'ultimo periodo. Volevo trovare il tempo per parlarne: eccolo. Due fumetti diversissimi che parlano entrambi di guerra.

Gerusalemme

Titolo: Gerusalemme Autori: Boaz Yakin, Nick Bertozzi Editore: Panini La guerra fa schifo. Fa schifo perché, non mi sogna essere particolarmente acuti per capirlo, muore molta gente: militari e civili, uomini e donne, vecchi e bambini. Fa schifo perché chiunque può uccidere, per le ragiomi più disparate: per ideali, per obbedienza, per paura o per interesse. Ma non muoiono solo le persone. Quello che muore è anche l'umanità di chi rimane in vita, i legami, le relazioni, gli affetti. Rapporti che si concretizzano nella famiglia: un microcosmo che, in questa storia, riflette in piccolo, nel quotidiano, le dimamiche e i dolori di una terra martoriata da un conflittto senza fine.

Non la famigliola felice del Mulino Bianco

Del resto anche il sottotitolo, "Un ritratto di famiglia", non lascia dubbi su chi sia il protagonista: il nucleo familiare, con le sue dinamiche, i suoi problemi, i suoi divari. Cercare di comprendere il dramma di una guerra nel suo insieme è difficile, se non impossibile. Si è costretti a osservarlo dalla distanza per poterne comprenderne l'evoluzione e questo richiede maggior distacco e prospettiva globale. Ci si concentra sugli stati coinvolti, sui numeri sulle scelte politiche, ma così facendo ci si allontana dalle persone. Ponendo invece al centro della vicenda una famiglia, gli Halaby, qualcosa in cui chiunque è in grado di riconoscersi, si viene invetiti da tutta l'intensità della tragedia. La storia parte nell'Aprile del 1945 quand Gerusalemme era sotto il controllo Britannico per mandato delle nazioni unite. Un'occupazione invisa a israeliani e palestinesi.

Ribellione giovanile, ma non solo

E' il Regno Unito il bersaglio iniziale dei combattenti e dei contestatori, che siano sionisti o comunisti, musulmani o ebrei. La presenza britannica è un'occupazione militare odiata da chi reclama per sé la Palestina, che viene combattuta con diversi mezzi: dalla propaganda clandestina, agli scioperi e manifestazioni di piazza agli attentati terroristici. Ma il disprezzo è reciproco e ben radicato: l'esercito non mostra rispetto o tolleranza verso la popolazione trattandola con prepotenza e soprafazione.

La violenza è il primo strumento di controllo
Diversità ideologiche inconciliabili

In questo scenario gli Halaby cercano di non andare a pezzi. Ezra, militante dell'Haganah, e Avraham, iscritto al partito comunista, sono in perenne contrasto sulle rispettive scelte. Cos'è meglio fare contro gli stranieri? Impugnare le armi e ucciderli come fanno i sionisti? Unirsi assieme ai tanti arabi che stanno nel partito e bloccare le fabbriche?

I conflitti interni non sono meno gravi di quelli esterni

Il padre Izak è soffocato dai debiti che ha contratto con l'indifferente fratello Yakov, deciso a rovinarlo e umiliarlo.

Non è necessario impugnare un fucile per essere spietati

Lo scontro tra Izak e Yakov si riflette sui rispettivi figli: Motti, che se non è il protagonista della storia rappresenta il punto di vista principale della narrazione, e Jonathan. La loro amicizia sarà minata più dal conflitto dei genitori che da quelli combattuti per le strade di Gerusalemme.

Tra lanciare un sasso e una bomba c'è meno differenza di quel che sembra

La madre Emily, le cui parole rimangono per lo più inascoltate dai figli e dal marito è esasperatae il suo livore contrasta con la pacatezza del marito, che anche nelle avversità non cede alla disperazione e non rinuncia fare la cosa giusta.

Anche nelle piccole cose

Nel novembre del 1947 le Nazioni Unite approvano il Piano di partizione della Palestina, che prevedeva la divisione del paese in due stati uno ebraico e uno arabo e il cui completo fallimento si sta ancora pagando oggi. Arabi ed Ebrei senza più la presenza britannica iniziano la loro guerra per il possesso della Palestina. Il controllo, per quanto oppressivo, dei Britannici è sostituito dalla lotta armata, venendo meno il nemico comune i due popoli sono liberi di uccidersi.

Lo sei anche ora, Ezra?

Gli Halaby si trovano a dover sopravvivere agli spari e alle esplosioni, ma prima ancora all'odio e alla sete di sangue, propria e degli altri. La crudeltà della guerra li travolge in pieno mettendo a rischio la loro sopravvivenza individuale, ma in primo luogo quella della famiglia. Tutto appare come una corsa forsennata verso il buio più cupo, proprio come viene ritratto Motti nelle ultime tavole.

I lieti fine non sono fatti per la guerra

Über 1

Titolo: Über 1 Autori: Kieron Gillen (testi) e Caanan White (matite) Editore Panini Comics Può una storia con super eroi nazisti valer la pena d'essere letta? Sì certo. I ribaltamenti di ruoli e prospettive possono essere degli ottimi spunti per una storia. Non ritengo un'operazione del genere una mancanza di rispetto per le vittime della seconda guerra mondiale o una propaganda neo nazista. Un'opera che parte da queste premesse ha dei presupposti validi, ha del potenziale. Ma se il potenziale non lo raggiungi quelllo che hai ottenuto è uno spreco di carta.

Anche io

Un problema che ho sempre riscontrato con le storie militari sono le divise. Le divise uniformano, rendono tutti uguali e indistinguibili. E' difficile capire chi siano i protagonisti quando la scena si sposta da un luogo all'altro. Riconoscere personaggi già introdotti non è scontato quando sono privi di segni di riconoscimento. A questo si aggiunge il fatto che i volti in Über si assomigliano troppo e molto spesso l'unico modo per distinguere i personaggi sono i dialoghi.

Non sono lo stesso personaggio
Non sono lo stesso personaggio

Il tipo di narrazione inoltre non aiuta. La storia è presentata in maniera fredda, la narrazione vaga tra le zone calde del conflitto lasciando il posto agli eventi senza l'intervento di una voce narrante, senza spiegazioni. Per carità gli spiegoni appesantiscono la lettura e fanno sembrare il lettore un inetto che non capisce cosa sta leggendo, e l'autore un incapace che non sa sfruttare il mezzo. Però in questo caso un po' più di chiarezza avrebbe fatto comdo. Le poche didascalie sono dei report di guerra che riassumono l'esito degli scontri col conteggio delle vittime o le manovre militari in atto. Informazioni che scivolano via senza lasciare nulla. Gli eventi sono poco rilevanti se non raccontati dalla prospettiva di chi li ha subiti. Occorre raccontare delle persone, non di quel che succede loro intorno. Una delle prime cose che mi ha fatto storcere il naso è stata come sono stati ritratti i militari Russi.

Come un branco di stupratori

Da un lato abbiamo questi crudeli militari intenti a brutalizzare i civili, ma dall'altro uno di loro che li guarda con disprezzo, non si abbassa alle loro efferatezze e si preoccupa di rinforzare i carri armati dell'armata rossa con dei materassi.

Ma questo dei materassi è un fatto storico o Gillen se l'è inventato?

Perché questo approccio? Perché i comunisti sono cattivi e dobbiamo far vedere che non sono diversi dai nazisti? Per mostrare che in una guerra qualsiasi sia il fronte vengono commesse delle atrocità indipendentemente dall'ideologia? Che però c'è qualcuno che, nonostante tutto, combatte per ideali e non rinuncia alla propria umanità? Io potrei anche capire un discorso di questo tipo, ma è stato presentato male, in maniera approssimativa e molto semplicistica: "Guardate bambini, la guerra è brutta e molti fanno i cattivi" Se invece l'intento era un altro non l'ho proprio afferrato. Così come non ho capito la gestione di alcuni personaggi.

Per esempio Maria "Katyusha"

La super cecchina presentata all'inizio non fa nulla per tutto il volume, a parte qualche sporadica comparsata. Non ci viene nemmeno offerto uno sfoggio delle sue abilità. Probabilmente verrà approfondita nei volumi successivi, però in questo è un personaggio inutile. Patrick O'Connor invece è l'eroe americano che salva le situazione, si sottopone agli esperimenti come il Capitan America di turno. acquisisce i poteri necessari per tenere testa al crudele nemico e...

Ok, questo non me l'aspettavo

Come non detto e scusate ma vi ho appena spoilerato l'unico colpo di scena del volume. Anche la figura del Führer è estremamente banalizzata. Un Hitler folle, megalomane, quasi caricaturale, che sembra il malvagio di un fumett... Ok forse è questo il problema di base: in una storia di guerra è difficile rendere umani e credibili personaggi, ma questo è anche il punto di forza a cui deve puntare. Se ci metti in mezzo i super eroi, che di credibile hanno ben poco la cosa si fa ancora più difficile. Una difficoltà in più però, a mio parere, non impossibile da superare. Ma non per Über.