Uno bello, uno un po' meno 08: "Brian the Brain" e "Il Corvo Libro Secondo"

Acquisti lucchesi.

Brian the Brain

Titolo: Brian The Brain
Autori: Miguel Angel Martin
Editore: NPE

Avevo sentito parlare molto, e bene, di Brian the Brain, ma non avevo letto nulla e quando a Lucca ho visto il volume integrale allo stand della NPE ho deciso di colmare la mia lacuna.

La presenza di Martin mi ha permesso di avere una copertina personalizzata

Non ero preparato.
Avendo per protagonista un bambino mi aspettavo qualcosa tipo i Peanuts o Mafalda, da quel che avevo intuito con un po' piu' di irriverenza e cattiveria.

Col cavolo.

Chiamala irriverenza

Non siamo in presenza di una "prospettiva bambino", di un mondo adulto osservato e giudicato da un punto di vista che abbiamo dimenticato. Qua il mondo adulto viene subito dai bambini in tutta la sua crudeltà e ineluttabilità.
Ma è sbagliato pensare che il fumetto si concentri sulla distanza tra bambino e adulto.
Brian non è un bambino. O melio lo è, ma non è quello il suo ruolo.
Brian è un freak, un emarginato un reietto che non trova posto nella società.
I bambini sono spesso invocati come l'emblema dell'innocenza della purezza e della sincerità, ma sanno essere delle perfide carogne.
E quando sono perfidi sono puri nella perfidia

E la sincerità può fare male

Anche quando sono gli adulti a esssere sinceri

Brian racconta che la vita è ingiusta.
Ancora più ingiusta quando si accanisce sui deboli, sugli indifesi.

Non è ingiustizia, è accanimento

Che tu abbia il cervello esposto, un tumore terminale o quattro moncherini al posto degli arti la vita non ti concederà un trattamento di favore. Anzi.

O anche se hai il volto coperto di pustole

Tutti abbiamo un Oliver, un "nemico", qualcuno o qualcosa che ci ha fatto male, che sia una fatalità o un nostro amico.
Brian ci ricorda di stare attenti prima di piangerci addosso per le nostre disgrazie. Quasi certamente c'è qualcuno che sta peggio di noi e che non può fare davvero nulla per cambiare la sua condizione.
Brian soffre ma non si autocommisera, stiamo attenti prima di farlo noi.

Oliver, ti odio

Il disegno è molto asciutto, con pochi dettagli, stilizzato e minimale. Essenziale e diretto, senza fronzoli e abbellimenti proprio come le bastonate sui denti che la vita riserba.
Un tratto netto, come la linea di demarcazione che divide l'emarginato dal resto della società.

Brian cerca di comprendere un mondo da cui e in non è compreso. Vive in una realtà di cui però non fa parte.
E la sua visione su ciò che lo circonda è tragicamente disincantata.
Brian the brain è una lettura amara e disillusa, triste più che cininca, che si pianta in testa con prepotenza.

Come un proiettile nel cervello

Il Corvo Libro Secondo

Titolo: Il Corvo Libro Secondo
Autori: James O'Barr, Antoine Dodé, Jim Terry
Editore: Edizioni BD

Il Corvo di James O'Barr è una storia bellissima, che contiene due elementi classici e tra loro inseparabili: Eros e Thanatos.
Amore e Morte.
Una storia di passione e dolore, straziante e travolgente.
Il Corvo Libro secondo no.

Grandi passioni?

I due principi cardine del corvo sono completamente assenti in questo secondo capitolo.
Il volume comprende due storie brevi che non seguono le vicende di Eric, ma presentano altri protagonisti.
Altre anime sofferenti riportate in vita dallo spirito del Corvo per ottenere vendetta e pace.

Il primo è un detective fallito. Un uomo ossessionato da un caso inrisolto, la cui vittima, una bambina brutalmente uccisa, irrompe nella sua vita in cerca di aiuto per poter riposare in pace.

Curaro

Il secondo è un prigioniero di un campo di concentramento che reclama vendetta per gli orrori perpetrati dai nazisti.

Scuoiando i lupi

Intendiamoci: le storie non sono brutte. Sono storie carine ben fatte che non hanno gravi pecche.
In "Curaro" Antoine Dodé da una buona prova dell'uso dei colori, usando i toni caldi e freddi per realizzare tavole complete, con un senso proprio e una coerenza strutturale

Sangue nel buio

"Scuoiando i lupi" è forse un po' meno elaborato. La trama è temporalemtente compressa e consiste in un grosso massacro alternato a scene di flashback. Non ci sono particolari intrecci o colpi di scena e mostrare il desiderio di vendetta di una vittima dei nazisti non richiede uno sforzo particolare.
Ciò nonostante la storia si legge senza intoppi e non presenta gravi strafalcioni.

Siamo però lontani dalle vette del Corvo, dalla sua capacità di comunicare la sofferenza e la passione.
Se fossero state storie dark, magari dell'Uomo Ragno o Batman avrebbero fatto tutto un'altro effetto e non sembrerebbero sottotono.
Il retaggio del capolavoro di O'Barr grava su di loro e la mancanza dei suoi punti essenziali si fa sentire eccome.

Qualcun altro invece sembra essersi dimenticato qualcosa

Però a Lucca James O'Barr era presente e almeno me lo sono fatto autografare.